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Beni architettonici

La via Traiana
Dell'antica via Traiana, che nell'epoca romana congiungeva Roma a Brindisi, è ben conservato un tratto: il tratturo della parte superiore del ponte ad arcata, esistente anche adesso, che collega i due versanti di lama Monachile.

La porta

La porta, oggi chiamata Arco Marchesale, costituiva l'unica via di accesso, con tanto di ponte levatoio, per il centro abitato fino al XVIII secolo. Della porta sono ancora ben visibili i fori che azionavano le catene del ponte, i gradini delle due porte, le scanalature della grata di ferro, e infine sulla volta, le tre botole attraverso cui veniva versato l'olio bollente sugli assalitori. Nei due vani laterali, stazionavano i guardiani. Infine, sulla volta dell'arco Marchesale vi è una tela rappresentante la crocifissione realizzata nel periodo medievale da un pittore ignoto.

Palazzo del Governatore
Il palazzo ospitava il Governatore nominato dal feudatario o, durante la dominazione veneziana, dal doge.

Palazzo del Feudatario
Il Palazzo del Feudatario, più volte posto a interventi di restaurazione, fu ampliato nella seconda metà del XIX secolo. In questo palazzo vi nacque la scrittrice Fulvia Miani, madre dell'intellettuale Armando Perotti. Attualmente è la residenza dei Conti Miani.

Palazzo dell'Orologio
Il Palazzo dell'Orologio, in origine era la sede degli uffici municipali. Un tempo, al posto dell'orologio vi era la meridiana. In occasione della festa di San Vito, Santo patrono di Polignano a Mare, dinanzi al citato palazzo viene eretto un grandioso altare su cui viene posta la statua.

L'Abbazia di San Vito
L'Abbazia di San Vito sorge a circa 3 km. dal centro abitato, verso Bari, nella suggestiva località omonima, dotata di un porto naturale, che nel corso dei secoli fu una meta preferita di popolazioni straniere e invasori. Secondo la leggenda, su queste sponde vi approdò, nel'801, la nave della principessa Florenza con le reliquie del corpo di San Vito e dei suoi precettori, Modesto e Crescenza, spoglie che sarebbero rimaste custodite dalla comunità monastica basiliana, residente nelle grotte sottostanti l'attuale abbazia. Dal XIV al XVIII secolo, l'abbazia fu la dimora dei Frati Minori conventuali dei SS. Apostoli e nel 1785, diventò parte dei beni del Regio Demanio. Successivamente, nel 1866, lo Stato ha venduto tale complesso ai marchesi La Greca, attuali proprietari. Al complesso monastico è annessa una piccola chiesetta di stile romanico ben conservata, che presenta tre navate, separate da regolari pilastri.

 
 
   
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