DOSSIER COSTA RIPAGNOLA

DOSSIER COSTA RIPAGNOLA
Chiarezza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico. Relazione del Sindaco Vito Carrieri alla Cittadinanza
Data:

20/07/2026

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Tipologia di contenuto

  • Comunicato stampa

Descrizione

COMUNE DI POLIGNANO A MARE
Città Metropolitana di Bari
Ufficio del Sindaco
DOSSIER COSTA RIPAGNOLA

Chiarezza, responsabilità e tutela dell’interesse pubblico
Relazione del Sindaco Vito Carrieri alla Cittadinanza
Polignano a Mare, 20 luglio 2026

Care concittadine, cari concittadini,
Costa Ripagnola non è soltanto un meraviglioso brano di costa del nostro territorio. È una parte profonda dell’identità di Polignano a Mare. È paesaggio, memoria della cultura agricola, costa, mare, macchia mediterranea, lame, pietra, trulli, pagghiari, percorsi, orizzonti, silenzi. È uno di quei luoghi che non appartengono solo alla dimensione catastale della proprietà, ma alla coscienza pubblica di una comunità, della quale fanno parte anche tutti i turisti italiani e stranieri che visitano il nostro territorio.
Per questo ogni discussione che riguarda Costa Ripagnola merita rispetto. Merita rispetto la preoccupazione dei cittadini. Merita rispetto l’impegno delle associazioni ambientaliste. Merita rispetto il lavoro degli uffici pubblici. Merita rispetto anche e soprattutto la verità degli atti, perché senza verità amministrativa il dibattito pubblico diventa confusione, e con la confusione non si tutela l’ambiente: lo si indebolisce, lo si espone alla strumentalizzazione, rendendo così più difficile ottenere risultati concreti nell’interesse comune.
Come Sindaco di Polignano a Mare sento il dovere di parlare alla città in modo chiaro, completo e responsabile. Non per alimentare polemiche, non per attribuire colpe, non per semplificare una vicenda oggettivamente complessa (lo dimostrano i lunghi contenziosi che l’hanno interessata), ma per ricostruire i fatti, distinguere le rispettive competenze delle Amministrazioni a vario titolo coinvolte, spiegare ciò che il Comune poteva fare, ciò che non poteva o non era opportuno fare e ciò che questa Amministrazione ha viceversa concretamente fatto e continuerà a fare per preservare e valorizzare al meglio il nostro territorio, soprattutto costiero.
La posizione politica dell’Amministrazione comunale è netta: Costa Ripagnola va tutelata, governata e resa pienamente coerente con la sua vocazione ambientale e paesaggistica. Non può diventare un luogo chiuso, esclusivo, sottratto alla comunità. Non può essere trattata come un’area qualsiasi. Non può essere ridotta a terreno di scontro tra slogan opposti.
La tutela dell’ambiente non si fa ignorando il diritto amministrativo. Si fa utilizzando bene tutti gli strumenti che il diritto amministrativo mette a disposizione: pianificazione, controlli, prescrizioni, interlocuzioni istituzionali, pareri, accordi, risorse, vigilanza e partecipazione pubblica. È su questo terreno che l’Amministrazione ha costantemente, alacremente, infaticabilmente lavorato. Spesso d’intesa con gli altri enti, soprattutto con la Regione Puglia. Ed è su questo terreno che continuerà a lavorare.
Perché è necessario fare chiarezza
Negli ultimi giorni sono state prospettate (soprattutto sui social, che per loro natura non consentono il dovuto approfondimento per temi così complessi) ricostruzioni che hanno sovrapposto piani diversi: il progetto privato della società Serim S.r.l.; il procedimento regionale, il «famoso PAUR»; il Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola; il ruolo della Regione Puglia; il ruolo del Comune di Polignano a Mare; il ruolo del Comune di Monopoli; il ruolo della Soprintendenza; le decisioni della giustizia amministrativa; il tema dell’accesso pubblico alla costa; il Piano Comunale delle Coste; il futuro Ente di gestione del Parco.
Sono tutti temi importanti, ma non sono la stessa cosa. Sovrapporli significa generare un equivoco gigantesco e anche pericoloso: far credere che il Comune possa annullare con una scelta politica un procedimento regionale già definito, peraltro antecedente al 2020, oppure far pensare che l’esistenza di un’autorizzazione privata esaurisca il tema della tutela pubblica di Costa Ripagnola. Entrambe le letture sono sbagliate.
Il Comune non può sostituirsi alla Regione nei procedimenti ambientali regionali; al massimo, forse, poteva affiancarla con maggiore forza nelle Conferenze di Servizi, ma sempre prima del 2020. L’Ente non può sostituirsi alla Soprintendenza nei pareri paesaggistici e archeologici. Non può ignorare sentenze o provvedimenti giurisdizionali. La revoca di propri atti e la richiesta di annullamento di quelli di altri enti, quando non ricorrano presupposti giuridici precisi, documentati e sostenibili, possono avvenire solo nell’esercizio dell’esclusiva responsabilità di gestione degli uffici preposti, in autotutela ed entro termini assai stringenti (prima un anno, oggi sei mesi). All’epoca del nostro insediamento, politicamente e legittimamente, forti della delibera assunta dal Consiglio comunale, avevamo chiesto alla Regione — e anche al nostro Dirigente, che aveva espresso un parere significativo — di ritirare il PAUR 2022, a nostro avviso riadottato dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale sul 
Parco a seguito di un’estensione istruttoria: gli uffici hanno ritenuto di non poter accogliere questa richiesta (e il Comune di certo non poteva impugnare un atto amministrativo al quale aveva concorso anche un provvedimento dirigenziale dello stesso Comune). Questa è la ragione, di natura tecnico-giuridica e non politica, che ha portato l’Amministrazione a non adire il Giudice Amministrativo (peraltro il primo PAUR 2019 non era stato impugnato dalla precedente Amministrazione comunale, la quale vi aveva prestato acquiescenza).
Ma il Comune può e deve fare ancora altro. Può pianificare, vigilare, partecipare ai procedimenti per quanto di competenza, pretendere il rispetto delle prescrizioni, promuovere il Parco, lavorare per l’accesso pubblico alla costa, coordinarsi con Monopoli e con la Regione, aggiornare il Piano Comunale delle Coste, chiedere risorse, attivare controlli e costruire una governance pubblica dell’area protetta.
Per questo è necessario distinguere con precisione i fatti dalle opinioni, gli atti dalle valutazioni politiche, le competenze comunali da quelle regionali, il progetto Serim dal Parco Naturale Regionale. Solo così si può discutere seriamente di Costa Ripagnola.
La ricostruzione cronologica della vicenda
La vicenda del progetto Serim nasce molti anni prima dell’attuale fase amministrativa. Il progetto riguarda un intervento indicato negli atti regionali come riqualificazione e valorizzazione dell’area Costa Ripagnola tramite recupero architettonico dei trulli a destinazione turistico-alberghiera, delle aree archeologiche e del sistema ambientale e vegetazionale, con realizzazione di attrezzature per il tempo libero e la balneazione nel Comune di Polignano a Mare.
Dalla documentazione pubblica emerge che la società Serim S.r.l. aveva presentato un progetto volto al recupero di manufatti rurali esistenti, comunemente identificati come trulli o pagghiari, con cambio di destinazione verso funzioni turistico-ricettive, insieme ad opere e servizi connessi alla fruizione dell’area.
Il progetto fu assoggettato a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale con atto dirigenziale regionale n. 199 del 22 dicembre 2017. Successivamente, il 15 giugno 2018, la società trasmise alla Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia la documentazione progettuale per ottenere il PAUR, cioè il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, ai sensi dell’articolo 27-bis del Decreto Legislativo n. 152/2006.
Il procedimento si svolse in sede regionale attraverso Conferenza di Servizi, ai sensi della legge n. 241/1990, con il coinvolgimento degli enti competenti e con modifiche, pareri e prescrizioni intervenuti nel corso dell’iter.
Il 28 marzo 2019 la Regione Puglia rilasciò il PAUR per il progetto. Successivamente, con nota del 24 aprile 2019, fu trasmesso il Parere di Compatibilità Urbanistica n. 10/2019 del Comune di Polignano a Mare, con richiamo al parere di ammissibilità già espresso nella Conferenza di Servizi del 26 febbraio 2019. Il 15 maggio 2019 fu rilasciato il Titolo Unico P.d.C./SUAP n. 2019-005/T.U. in favore della Serim S.r.l.
È importante dirlo con chiarezza: questi passaggi sono antecedenti all’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale.
Successivamente, nel 2019, a seguito di segnalazioni e rilievi relativi allo stato dei luoghi, fu avviata un’attività procedimentale di revisione e approfondimento dei provvedimenti adottati. Secondo quanto riportato negli atti della giustizia amministrativa, tale attività si concluse senza che venissero individuati nuovi elementi tali da determinare una diversa valutazione complessiva del procedimento.
La Conferenza di Servizi convocata si chiuse con determinazione motivata del 17 dicembre 2021, trasmessa il 22 dicembre 2021, con la quale, al netto dello stralcio di alcune opere e delle precisazioni della Sezione regionale Tutela e Valorizzazione del Paesaggio, si stabilì che il PAUR già rilasciato restava valido ed efficace.
Il 4 agosto 2022 la Regione Puglia, con determinazione dirigenziale n. 277, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 89 dell’11 agosto 2022, confermò in favore della Serim S.r.l. il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale per il progetto relativo a Costa Ripagnola.
A questa vicenda amministrativa si è poi affiancato il contenzioso davanti alla giustizia amministrativa. Il TAR Puglia, con sentenza n. 1248/2023, ha dichiarato il ricorso irricevibile e inammissibile, rilevando, tra l’altro, la tardività di alcune doglianze riferite al PAUR del 2019 e agli atti prodromici, nonché profili di carenza di interesse e legittimazione.
Nel gennaio 2024 il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare volta a sospendere gli effetti della decisione del TAR. Secondo notizie di stampa, nel dicembre 2025 il Consiglio di Stato ha poi respinto il ricorso nel merito. Questo non significa che il tema politico, ambientale e amministrativo sia chiuso. Significa però che il Comune deve muoversi dentro un quadro giuridico preciso.
Un’Amministrazione seria non può far finta che gli atti non esistano. Non può promettere scorciatoie che non reggerebbero davanti a nessun giudice. Non può confondere la volontà politica con il potere amministrativo effettivamente esercitabile. Ma proprio dentro questo quadro, il Comune ha lavorato per ottenere risultati concreti.
L’atto di indirizzo del Consiglio comunale del 20 ottobre 2022
La posizione dell’Amministrazione non è rimasta un’affermazione di principio: è stata formalizzata in un atto pubblico. Con la deliberazione del Consiglio comunale n. 31 del 20 ottobre 2022, l’assise ha adottato un atto di indirizzo politico sulla tutela e valorizzazione della fascia costiera polignanese e sulla questione del progetto Serim S.r.l. a Costa Ripagnola.
L’indirizzo impegna l’Amministrazione, tra l’altro, a: valutare una variante normativa del PRG che vieti l’uso turistico-alberghiero della fascia costiera a mare della SS16 nel perimetro del Parco; attivare tutte le forme di tutela, giudiziale, stragiudiziale e non esclusa quella penale, sulla legittimità delle autorizzazioni rilasciate al progetto; valutare l’esercizio dell’autotutela sul PAUR confermato il 4 agosto 2022; promuovere la costituzione del Consorzio di gestione del Parco con il Comune di Monopoli; e ritirare il ricorso che l’Amministrazione aveva in precedenza proposto al TAR contro la stessa legge istitutiva del Parco (L.R. 30/2020).
Il Consiglio comunale approvò l’atto con 11 voti favorevoli e nessun contrario. I consiglieri di minoranza presenti avevano prima chiesto il rinvio della discussione e poi lo stralcio dei punti più incisivi — quelli relativi alla tutela giudiziale, alle verifiche di compatibilità del progetto con il Parco e all’autotutela: entrambe le richieste furono respinte, con 11 voti contrari e 4 favorevoli. Dichiarando quindi di non voler prendere parte al voto, i consiglieri di minoranza lasciarono l’aula, e l’atto di indirizzo fu approvato all’unanimità dei presenti.
Il Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola: una vicenda distinta dal progetto Serim
Un punto fondamentale riguarda il Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola. Il Parco è stato istituito con la Legge Regionale Puglia 21 settembre 2020, n. 30, che ha classificato come parco naturale regionale l’area naturale protetta denominata «Costa Ripagnola», ai sensi della legge quadro nazionale sulle aree protette n. 394/1991 e della legge regionale n. 19/1997.
Il Parco si estende nei territori dei Comuni di Polignano a Mare e Monopoli. Le finalità della legge sono ampie e qualificanti: conservare e monitorare specie e habitat; salvaguardare gli equilibri ecologici, idraulici e idrogeologici; recuperare il sistema delle lame; valorizzare i beni paesaggistici, archeologici, storici e rurali; promuovere educazione ambientale e fruizione sostenibile; privilegiare la fruizione pubblica e non esclusiva del territorio.
Il Parco, dunque, non coincide con il progetto Serim. Sono due piani diversi.
Il progetto Serim è un procedimento autorizzatorio specifico, avviato da un soggetto privato, istruito dalla Regione nell’ambito del PAUR, con pareri e titoli rilasciati prima dell’istituzione del Parco e poi oggetto di riesame e contenzioso.
Il Parco Naturale Regionale, invece, è uno strumento pubblico di tutela, gestione e pianificazione territoriale, istituito per legge regionale, che riguarda un’area più ampia, ricadente nei territori di Polignano a Mare e Monopoli, e che deve dotarsi dei propri strumenti: Ente di gestione, Piano per il Parco, regolamento, piano pluriennale economico-sociale, forme di partecipazione, controllo e monitoraggio.
Confondere i due procedimenti produce un errore di fondo. Il Parco non è un «atto contro Serim». Il Parco è la cornice pubblica di governo di Costa Ripagnola. Allo stesso tempo, il progetto Serim non esaurisce il futuro del Parco e non può diventare il solo criterio con cui valutare l’intera area.
Chi prova a mettere insieme i due piani in modo indistinto finisce per fare confusione. E la confusione non aiuta a tutelare Costa Ripagnola.
L’Amministrazione Carrieri non ha «rimesso in vita» il progetto Serim. Il progetto aveva già un percorso autorizzativo avanzato, con atti regionali, pareri, titoli e contenziosi. Quello che questa Amministrazione ha cercato di fare è diverso: limitare gli effetti più critici di una situazione ereditata, tenere aperto il confronto istituzionale, pretendere garanzie pubbliche, lavorare sull’accesso alla costa, rafforzare i controlli e costruire finalmente il Parco come strumento reale di tutela.
Le competenze: cosa può fare il Comune e cosa non può fare
Per evitare ogni ambiguità, occorre dire con precisione quali sono le competenze dei diversi enti.
La Regione Puglia è l’ente titolare dei procedimenti ambientali regionali, tra cui il PAUR, la VIA e la VIncA quando ricadono nella sua competenza. Nel caso Serim, il procedimento è stato incardinato presso la Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia. È la Regione ad avere rilasciato il PAUR nel 2019 e ad averlo confermato nel 2022.
Il Comune partecipa ai procedimenti attraverso i propri pareri di competenza, in particolare per gli aspetti urbanistico-edilizi e per quanto riguarda il SUAP, ma non è il soggetto che definisce l’esito complessivo del PAUR. Il Comune non può annullare con un atto politico un provvedimento regionale. Non può sostituirsi alla Regione nella valutazione ambientale. Non può disapplicare una sentenza.
Il Comune può, invece, esercitare le proprie funzioni di vigilanza edilizia, urbanistica e amministrativa; può verificare il rispetto dei titoli rilasciati; può intervenire nei limiti delle proprie competenze; può promuovere strumenti urbanistici e costieri più avanzati; può costruire condizioni istituzionali per la gestione del Parco.
La Soprintendenza competente per territorio interviene per i profili di tutela paesaggistica, archeologica, storico-artistica e culturale nei procedimenti in cui la normativa lo prevede. Anche in questo caso, il Comune non può sostituirsi all’autorità statale di tutela.
Il futuro Ente di gestione del Parco dovrà occuparsi della gestione dell’area protetta, della predisposizione del Piano per il Parco, del regolamento, delle forme di fruizione compatibile, della valorizzazione dei sentieri, del monitoraggio, del coinvolgimento degli operatori, della tutela degli ecosistemi e del coordinamento con gli enti territoriali interessati.
La Capitaneria di Porto esercita le funzioni previste dall’ordinamento per le materie demaniali e marittime. Le autorità ambientali, paesaggistiche, sanitarie e di bacino intervengono per i rispettivi profili. La magistratura amministrativa valuta la legittimità degli atti impugnati. La magistratura penale valuta eventuali ipotesi di reato.
Il Sindaco e l’Amministrazione comunale hanno un dovere politico e amministrativo: non promettere ciò che non possono fare, ma fare fino in fondo ciò che possono fare.
La posizione dell’Amministrazione: tre livelli di lavoro e una linea politica ferma
Su Costa Ripagnola voglio assumere davanti alla città una posizione chiara. Questa Amministrazione non ha generato il procedimento Serim. Non ha rilasciato il primo PAUR nel 2019. Non ha costruito l’impianto autorizzativo originario. Non ha deciso, negli anni precedenti, il percorso amministrativo che ha portato al riconoscimento di titoli e autorizzazioni oggi esistenti.
Ma sarebbe altrettanto falso sostenere che questa Amministrazione sia rimasta immobile. In questi anni abbiamo lavorato su tre livelli distinti, tutti essenziali.
Il primo livello riguarda il confronto con il privato e con la Regione Puglia sul progetto Serim. Quando una vicenda autorizzativa è già in una fase avanzata, un Comune responsabile ha due strade: può limitarsi a dichiarazioni simboliche, sapendo che non produrranno effetti reali; oppure può aprire una trattativa istituzionale, difficile e complessa, per provare a ridurre l’impatto delle scelte già autorizzate e ottenere garanzie concrete per la collettività. Noi abbiamo scelto la seconda strada.
Non si costruisce in pochi mesi un’interlocuzione avanzata con un soggetto privato, con il coinvolgimento della Regione e degli altri enti competenti. Non si modifica l’impostazione di un progetto già autorizzato con un comunicato stampa. Non si ottiene l’apertura di un accesso pubblico alla costa con una dichiarazione politica. Servono incontri, atti, verifiche, interlocuzioni tecniche, responsabilità amministrativa.
L’obiettivo che l’Amministrazione ha perseguito è stato chiaro: fare in modo che, dentro il perimetro giuridico esistente, la vicenda non si traducesse in una sottrazione di Costa Ripagnola alla comunità, ma al contrario consentisse di ottenere risultati pubblici oggi assenti.
Mi riferisco, in particolare, alla necessità di garantire un varco di accesso pubblico alla costa, un percorso fruibile verso il mare, la possibilità per i cittadini di raggiungere una spiaggia che oggi, di fatto, non è liberamente accessibile in modo ordinato, e la definizione di servizi minimi compatibili con la tutela del luogo.
Questo punto va detto con chiarezza: l’accesso pubblico non è un tema secondario. È uno dei nodi politici e amministrativi più importanti di tutta la vicenda. Costa Ripagnola non può essere percepita come una costa privata. Il mare, la costa, la possibilità di fruire del paesaggio devono restare dentro una dimensione pubblica.
La posizione politica dell’Amministrazione è stata ferma anche su un altro punto: a valle della SS16 non può prendere forma un modello di resort o di albergo diffuso incompatibile con la fragilità paesaggistica e ambientale di Costa Ripagnola. Il recupero conservativo dei manufatti esistenti e qualunque soluzione successiva devono restare dentro un quadro di tutela, sobrietà, compatibilità paesaggistica e prevalenza dell’interesse pubblico.
Naturalmente, ogni soluzione relativa all’accesso, alla sosta, ai percorsi e ai servizi dovrà essere valutata e formalizzata secondo le competenze degli enti coinvolti, compresa la Regione e, per i profili di tutela, la Soprintendenza. Ma la direzione politica dell’Amministrazione è stata e resta questa: nessuna trasformazione dell’area può prescindere dalla garanzia di una reale fruizione pubblica.
Il secondo livello riguarda il Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola. È vero: il Parco è stato istituito nel 2020 e per troppo tempo è rimasto un Parco più sulla carta che nella realtà. Ma è altrettanto vero che l’attuale Amministrazione, insediatasi successivamente, ha dovuto ricostruire un quadro complesso, confrontarsi con un altro Comune coinvolto, Monopoli, e lavorare a una governance condivisa che non dipende solo dalla volontà di Polignano a Mare.
Non si istituisce un Ente Parco con una frase. Non si costituisce una governance tra due Comuni senza passaggi tecnici, politici e amministrativi. Non si redige uno Statuto credibile senza verifiche, confronti e raccordo istituzionale.
In questi anni il Comune di Polignano a Mare ha lavorato concretamente alla predisposizione di una bozza di protocollo d’intesa con il Comune di Monopoli. Ha lavorato a una bozza di Statuto del futuro Ente di gestione. Ha avviato interlocuzioni con la Regione Puglia. Ha portato questi temi al confronto istituzionale. Ha rappresentato anche ad alcune associazioni ambientaliste che il percorso era in fase avanzata e che non si trattava di una promessa generica, ma di atti in costruzione.
Anche il Comune di Monopoli, nel frattempo, ha attraversato passaggi politici e amministrativi propri. Sono elementi che, in un percorso intercomunale, incidono sui tempi. Ma non hanno fermato il lavoro.
Oggi quel lavoro è maturo per essere portato all’attenzione degli organi competenti. L’obiettivo dell’Amministrazione è chiaro: arrivare alla costituzione effettiva dell’Ente di gestione e rendere finalmente operativo il Parco.
Il terzo livello riguarda le risorse e gli strumenti concreti per far vivere il Parco. Un Parco non si tutela solo con il nome. Si tutela con risorse, progettazione, monitoraggi, interventi ambientali, gestione, personale, percorsi, manutenzione, educazione ambientale, tutela delle specie, controllo degli accessi, capacità amministrativa.
Per questo il Comune ha lavorato anche sul piano dei finanziamenti. La legge regionale di stabilità 2025 — all’articolo 52 della legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42 — ha previsto un contributo straordinario di 100.000 euro, per l’esercizio finanziario 2025, destinato alla costituzione del Consorzio di gestione del Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola, a favore dei Comuni di Polignano a Mare e Monopoli. Parallelamente, il Comune di Polignano a Mare ha candidato progettualità per interventi ambientali nell’area di Costa Ripagnola, con particolare attenzione alla tutela naturalistica, alla conservazione degli habitat e alla protezione delle specie.
Anche su questo voglio essere rigoroso: ogni finanziamento sarà comunicato in modo definitivo solo quando sostenuto dagli atti formali di assegnazione. Ma il dato politico è già evidente: il Comune non si è dimenticato del Parco. Il Comune ha cercato risorse, ha costruito progettualità, ha avviato percorsi amministrativi e continuerà a farlo.
In questi giorni, inoltre, l’Amministrazione sta lavorando alla possibilità di richiedere ulteriori risorse dedicate a interventi mirati, tra cui la tutela del ginepreto e il contrasto alla diffusione di specie alloctone, sempre nel rispetto delle procedure e dei canali di finanziamento disponibili.
Chi sostiene che il Comune sia rimasto fermo non racconta l’intera realtà. Il Comune ha lavorato al confronto con la Regione. Ha lavorato sul rapporto con Monopoli. Ha predisposto una bozza di protocollo. Ha predisposto una bozza di Statuto. Ha avviato interlocuzioni sul futuro Ente Parco. Ha lavorato sui finanziamenti. Ha posto il tema dell’accesso pubblico alla costa. Ha avviato attività di controllo. Ha riaffidato e rimesso in moto il lavoro sul Piano Comunale delle Coste.
Questo non significa che tutto sia risolto. Non significa che non ci siano criticità. Non significa che le preoccupazioni dei cittadini e delle associazioni ambientaliste non siano legittime. Al contrario: proprio perché quelle preoccupazioni sono legittime, devono essere affrontate con strumenti seri.
Il tema dell’accesso pubblico alla costa
Uno degli aspetti più importanti del lavoro portato avanti dall’Amministrazione riguarda l’accesso pubblico alla costa. Oggi una parte significativa del problema di Costa Ripagnola è rappresentata proprio dalla difficoltà di una fruizione ordinata, sicura e realmente pubblica. Parlare di tutela senza parlare di accesso significa lasciare irrisolto un nodo essenziale.
La posizione del Comune è chiara: bisogna garantire la possibilità reale per i cittadini di raggiungere la costa e il mare, nel rispetto delle prescrizioni ambientali, paesaggistiche e di sicurezza.
L’obiettivo è costruire le condizioni affinché venga assicurato un varco pubblico, con un percorso verso la spiaggia e con soluzioni compatibili per la sosta e i servizi essenziali. Su questo punto l’interlocuzione con la Regione e con gli enti competenti resta decisiva, perché ogni soluzione dovrà essere conforme alla normativa paesaggistica, ambientale, urbanistica e demaniale.
Il tema della sosta e dei parcheggi pubblici deve essere affrontato con la stessa serietà. Non basta aprire un cancello se non si costruisce una fruizione ordinata e sostenibile. Allo stesso tempo, non si può immaginare un carico veicolare incompatibile con un’area fragile. È esattamente per questo che il confronto con Regione, Soprintendenza e altri enti competenti sarà decisivo per individuare soluzioni reali e legittime.
Non si tratta di aprire indiscriminatamente un’area fragile. Si tratta di garantire una fruizione pubblica regolata, sostenibile e compatibile con il valore ambientale del luogo. Costa Ripagnola non deve diventare né un luogo abbandonato né un luogo esclusivo. Deve diventare un luogo governato.
I controlli: cosa è stato fatto e cosa continuerà a essere fatto
Anche sul tema dei controlli è necessario ristabilire la verità. Non è vero che il Comune non controlla. Nei giorni scorsi è stato effettuato un primo controllo congiunto con il coinvolgimento degli uffici comunali competenti, della Polizia Locale e della Capitaneria di Porto.
I controlli non si annunciano per ottenere consenso. Si programmano, si coordinano, si eseguono e si verbalizzano secondo le competenze di ciascun ente.
È evidente che un controllo efficace deve avvenire anche in relazione allo stato reale dei lavori. Se una parte dell’intervento riguarda il restauro conservativo dei trulli e il recupero di manufatti esistenti, le verifiche devono essere effettuate quando ci sono elementi concreti da controllare rispetto ai titoli rilasciati, alle prescrizioni e alla normativa vigente.
Il Comune continuerà a vigilare. Lo farà con la Polizia Locale, con l’Ufficio Tecnico, con la Capitaneria e con tutti gli enti competenti. Ogni eventuale difformità, se accertata, sarà trattata secondo legge.
Nessuno chieda però al Comune di trasformare i controlli in propaganda. La vigilanza amministrativa è una cosa seria. Richiede atti, competenze, sopralluoghi, verbali e responsabilità.
Il Piano Comunale delle Coste e la pianificazione futura
C’è poi il tema del Piano Comunale delle Coste. Anche su questo fronte il Comune non è fermo. Il precedente quadro pianificatorio era datato e non più sufficiente a governare in modo adeguato una costa complessa come quella di Polignano a Mare. L’Amministrazione ha rimesso in moto il percorso, affidando il lavoro tecnico a un gruppo incaricato di aggiornare lo strumento e costruire una disciplina coerente con la tutela paesaggistica, l’accessibilità pubblica, il demanio marittimo e le esigenze di fruizione sostenibile.
Il Piano Comunale delle Coste non è lo strumento con cui si annullano procedimenti già definiti da altri enti. Ma è uno strumento fondamentale per disciplinare in modo ordinato l’uso della costa, l’accessibilità, le concessioni, la tutela del demanio, la compatibilità tra fruizione e salvaguardia.
Il Piano Comunale delle Coste non si approva in un giorno. Richiede studi, verifiche, rilievi, confronto con gli enti, coerenza con il PPTR e con gli strumenti sovraordinati. Ma anche questo è un tassello della stessa visione: governare la costa, non subirla; tutelare il paesaggio, non consumarlo; garantire accesso pubblico, non esclusività.
Insieme al futuro Piano per il Parco e al nuovo quadro urbanistico comunale, il Piano Comunale delle Coste dovrà contribuire a costruire una visione coerente: una Polignano che non consuma la propria bellezza, ma la governa.
Il quadro costituzionale e paesaggistico
La tutela di Costa Ripagnola non si esaurisce nella legge istitutiva del Parco. La Corte costituzionale, con sentenza n. 251/2021, è intervenuta su alcune disposizioni della Legge Regionale n. 30/2020, riaffermando un principio fondamentale: la tutela paesaggistica e la coerenza con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale rappresentano un quadro primario e imprescindibile.
Questo principio è importante anche per l’azione del Comune. Significa che ogni strumento futuro — Piano per il Parco, Piano Comunale delle Coste, strumenti urbanistici comunali — dovrà collocarsi dentro il quadro del PPTR, rafforzando la tutela e non indebolendola.
Per noi questo non è un ostacolo: è una garanzia. È la prova che Costa Ripagnola non può essere trattata come un’area qualsiasi. È un bene paesaggistico fragile, riconosciuto, vincolato, da governare con prudenza e con visione.
Una posizione politica chiara
La nostra posizione politica è questa: Costa Ripagnola deve restare un luogo a prevalente vocazione ambientale, paesaggistica e pubblica.
A valle della SS16 non immaginiamo nuova pressione insediativa incompatibile con il paesaggio. Non immaginiamo un modello fondato sulla privatizzazione della costa. Non immaginiamo un uso del territorio che trasformi un bene fragile in consumo turistico indistinto.
Allo stesso tempo, siamo un’Amministrazione pubblica e abbiamo il dovere di rispettare gli atti, le competenze e le sentenze. La difesa dell’ambiente non si fa ignorando il diritto amministrativo. Si fa utilizzando bene gli strumenti del diritto amministrativo.
Chi chiede al Comune di «bloccare tutto» deve sapere che il Comune non può adottare atti simbolici destinati a essere annullati il giorno dopo. Sarebbe comodo sul piano della comunicazione, ma inutile sul piano della tutela. Noi non vogliamo produrre atti inutili. Vogliamo produrre effetti concreti.
Gli effetti concreti sono questi: rendere operativo il Parco; definire una governance con Monopoli; lavorare con la Regione; garantire l’accesso pubblico; rafforzare i controlli; aggiornare gli strumenti urbanistici e costieri; coinvolgere cittadini e associazioni; pretendere che ogni prescrizione sia rispettata.
Costa Ripagnola non si difende con gli slogan. Si difende con gli atti, con la vigilanza, con la pianificazione, con il coraggio di sedersi ai tavoli difficili e con la responsabilità di ottenere risultati reali anche dentro situazioni amministrative ereditate e complesse.
Gli impegni futuri dell’Amministrazione
Per questo assumo pubblicamente alcuni impegni davanti alla città.
Il primo impegno è portare avanti, con il Comune di Monopoli e con la Regione Puglia, il percorso per la piena operatività dell’Ente di gestione del Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola, attraverso gli atti necessari e il coinvolgimento degli organi competenti.
Il secondo impegno è portare finalmente all’attenzione del Consiglio comunale, nel giro di poche settimane, gli atti necessari a formalizzare il percorso istituzionale avviato, a partire dal protocollo d’intesa e dagli strumenti propedeutici alla costituzione della governance del Parco. Non perché siano giunte sollecitazioni recenti, ma perché da mesi i due enti, d’intesa con la Regione, stanno lavorando su schemi e bozze.
Il terzo impegno è lavorare al Piano per il Parco come strumento vero, non formale. Un Piano che affronti la rinaturalizzazione delle lame, la tutela degli habitat, la fruizione sostenibile, i percorsi pubblici, la valorizzazione dei beni rurali, archeologici e paesaggistici, il monitoraggio ambientale.
Il quarto impegno è proseguire il lavoro sul Piano Comunale delle Coste, affinché Polignano disponga finalmente di uno strumento aggiornato, coerente con il PPTR, con il Piano per il Parco e con una visione moderna della costa.
Il quinto impegno è garantire il massimo controllo, nei limiti delle competenze comunali, su ogni intervento realizzato nell’area, in raccordo con gli enti preposti. Un primo controllo è già avvenuto, d’intesa con gli uffici comunali e la Capitaneria di Porto.
Il sesto impegno è tutelare l’accesso pubblico alla costa. Ogni interlocuzione istituzionale e ogni atto di competenza comunale dovranno tenere fermo questo principio: Costa Ripagnola deve essere accessibile, percorribile e riconoscibile come bene della comunità.
Il settimo impegno è continuare a ricercare risorse per la tutela naturalistica dell’area, per il contrasto alle specie alloctone, per la protezione del ginepreto, per la gestione sostenibile del Parco e per gli interventi coerenti con le finalità della legge istitutiva.
L’ottavo impegno è mantenere aperto il confronto con cittadini, associazioni e portatori di interesse. Le associazioni ambientaliste non sono un nemico dell’Amministrazione. Sono una voce critica e spesso necessaria. Il confronto può essere anche duro, ma deve restare fondato sugli atti e sul rispetto reciproco.
Il nono impegno è comunicare con trasparenza. Ogni avanzamento significativo sul Parco, sull’Ente di gestione, sul Piano Comunale delle Coste, sui controlli e sulle risorse sarà comunicato alla città con precisione, distinguendo ciò che è già deliberato da ciò che è in corso.
Conclusione
Costa Ripagnola ci chiede serietà e senso di responsabilità. Ci chiede di non trasformare la tutela dell’ambiente in una bandiera da agitare solo quando conviene. Ci chiede di non usare la paura dei cittadini per costruire consenso. Ci chiede di non confondere la buona fede con l’improvvisazione. Ci chiede di tenere insieme passione e competenza, amore per il territorio e rispetto delle istituzioni.
Da Sindaco, non posso promettere scorciatoie. Posso promettere lavoro. Posso promettere vigilanza. Posso promettere che il Comune non rinuncerà al proprio ruolo. Posso promettere che ogni spazio amministrativo utile alla tutela di Costa Ripagnola sarà utilizzato.
Posso promettere che il Parco non resterà soltanto una parola scritta in una legge regionale, ma dovrà diventare uno strumento reale di governo, cura e protezione.
Costa Ripagnola non appartiene a una parte politica. Non appartiene a un singolo procedimento. Non appartiene a una stagione amministrativa. Costa Ripagnola appartiene alla responsabilità di tutti.
E proprio per questo, come Sindaco di Polignano a Mare, continuerò a difenderla con gli strumenti della verità, della legge, della pianificazione e dell’interesse pubblico.
Non lasceremo Costa Ripagnola né all’abbandono né alla confusione. Lavoreremo perché sia un luogo tutelato, accessibile, governato e riconosciuto per ciò che è: un patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra comunità.
                                                                                                                       Il Sindaco
                                                                                                                          Vito Carrieri

Cronologia essenziale degli atti richiamati
Sintesi dei principali atti pubblici e provvedimenti con i relativi estremi.
23 dicembre 2016 — Delibera del Consiglio comunale n. 48: il progetto è configurato come «parco urbano» ai sensi dell’art. 26 delle NTA del PRG, a fruizione collettiva dell’area.
22 dicembre 2017 — Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto: atto dirigenziale regionale n. 199.
15 giugno 2018 — La Serim S.r.l. trasmette alla Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia la documentazione per il PAUR (art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006).
13 dicembre 2018 — Delibera di Giunta comunale n. 187, nell’ambito del percorso del «parco urbano» a fruizione collettiva.
28 marzo 2019 — La Regione Puglia rilascia il PAUR con determinazione dirigenziale della Sezione Autorizzazioni Ambientali n. 67 (PAUR 2019).
24 aprile 2019 — Parere di Compatibilità Urbanistica n. 10/2019 del Comune di Polignano a Mare (richiamo al parere di ammissibilità della Conferenza di Servizi del 26 febbraio 2019).
15 maggio 2019 — Rilascio del Titolo Unico P.d.C./SUAP n. 2019-005/T.U. in favore della Serim S.r.l.
21 settembre 2020 — Legge Regionale Puglia n. 30/2020: istituzione del Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola.
7 gennaio 2021 — Il Dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale annulla in autotutela, con nota prot. n. 400, il parere di conformità urbanistica del progetto Serim (reso il 25 febbraio 2019).
22 settembre 2021 — Ordinanza comunale n. 30376 per il ripristino dello stato dei luoghi (opere edilizie eseguite in assenza di titolo o in difformità dallo stesso).
17 dicembre 2021 — Determinazione motivata di chiusura della Conferenza di Servizi (trasmessa il 22 dicembre 2021): il PAUR già rilasciato resta valido ed efficace.
2021 — Corte costituzionale, sentenza n. 251/2021, sulla L.R. 30/2020 e sul rapporto con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR).
4 agosto 2022 — Determinazione dirigenziale regionale n. 277 (BURP n. 89 dell’11 agosto 2022): conferma del PAUR in favore della Serim S.r.l.
20 ottobre 2022 — Delibera del Consiglio comunale n. 31: atto di indirizzo politico sulla tutela della fascia costiera e sul progetto Serim (approvato con 11 voti favorevoli).
2023 — TAR Puglia, sentenza n. 1248/2023: ricorso dichiarato irricevibile e inammissibile.
gennaio 2024 — Consiglio di Stato: respinta l’istanza cautelare di sospensione.
31 dicembre 2024 — Legge Regionale Puglia n. 42/2024, art. 52: contributo straordinario di 100.000 euro (esercizio 2025) per la costituzione del Consorzio di gestione del Parco, a favore dei Comuni di Polignano a Mare e Monopoli.
dicembre 2025 — Consiglio di Stato: respinto il ricorso nel merito (secondo notizie di stampa).

Riferimenti normativi e amministrativi richiamati

1. Legge Regionale Puglia 21 settembre 2020, n. 30, «Istituzione dei parchi naturali regionali Costa Ripagnola e Mar Piccolo».
2. Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, art. 27-bis, sul Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale.
3. Legge 7 agosto 1990, n. 241, disciplina del procedimento amministrativo e della Conferenza di Servizi.
4. Determinazione dirigenziale Regione Puglia, Sezione Autorizzazioni Ambientali, 4 agosto 2022, n. 277, pubblicata sul BURP n. 89 dell’11 agosto 2022.
5. Sentenza TAR Puglia n. 1248/2023.
6. Ordinanza cautelare del Consiglio di Stato del gennaio 2024 e successivi sviluppi del contenzioso come da notizie di stampa del dicembre 2025.
7. Sentenza Corte costituzionale n. 251/2021, relativa alla disciplina regionale sulle aree protette e al rapporto con la pianificazione paesaggistica.
8. Legge Regionale Puglia 31 dicembre 2024, n. 42 (legge di stabilità regionale 2025), articolo 52 «Contributo straordinario al Parco Naturale Regionale Costa Ripagnola»: 100.000 euro per l’esercizio finanziario 2025, destinati alla costituzione del Consorzio di gestione del Parco a favore dei Comuni di Polignano a Mare e Monopoli.

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Staff del Sindaco

L'Ufficio di Staff del Sindaco è una struttura di supporto diretto all'organo di vertice politico-amministrativo dell'Ente.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 20/07/2026 12:10

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